3-17 luglio: a Montemonaco (AP)

Per due settimane, Maria-Assunta ed Emma, aderendo ad un Progetto di Caritas-Torino, hanno raggiunto Montemonaco (AP), uno dei paesi colpiti dal terremoto del 2016. Ecco qualche stralcio del loro diario di bordo.

Abbiamo raggiunto Montemonaco con il desiderio di farci prossime e di pregare insieme.

Al nostro arrivo conosciamo Chiara e Costantino di Caritas-Calabria che rimarranno qui sei mesi. Cominciamo facendo con loro il giro del paese: in piazza entriamo in una casina di legno, facente funzione di Caffè e lì, la proprietaria, ci porta a conoscere ciò che resta del suo Bar-Ristorante, una grande edificio ormai inagibile…  Questo è il primo impatto con il dolore! Ce ne saranno altri: case colpite… ma soprattutto sogni frustrati e avvenire incerto. Sempre e comunque, però, la speranza nella ricostruzione! A noi non resta che aprire il cuore per accogliere e contemplare in silenziosamente la piazzetta, i negozietti aperti e il panorama che si apre sulla valle dei Sibillini.

Alloggiamo a “Casa Gioiosa”, un centinaio di bimbi in colonia ne rallegrano la pineta, la vita non manca! Anche nei dintorni ce n’è un altro gruppo, stavolta organizzato da una cooperativa di giovani donne, anche qui i bambini si lanciano in escursioni, giochi e lavoretti manuali.  Un pomeriggio Chiara propone di realizzare strumenti musicali con materiale di recupero: si improvvisa, così, una banda musicale!

Trascorriamo le giornate accompagnando una signora che porta la comunione agli ammalati; nelle famiglie ci raccontano che il paese si va spopolando, e che in villeggianti sono notevolmente diminuiti. La domenica abbiamo la sorpresa di ritrovarci con la comunità a celebrare l’Eucarestia a Casa Gioiosa (è l’unica chiesetta rimasta agibile). Affluiscono persone dalle frazioni vicine, la celebrazione, animata da un coro armonioso ed affiatato, è un momento bello e intenso.

Forti di questa esperienza di comunità e comunione ci è parso opportuno suggerire una “veglia alle stelle”, e ci ritroviamo una sera, sotto i pini a pregare la Parola e chiedere al Signore la grazia di accompagnarci nel “ricostruire, ricominciare senza perdere la capacità di sognare.” (Papa Francesco). La Croce è illuminata, il fuoco arde nel braciere e i cuori si uniscono nella preghiera. Se è vero che le tre chiese del paese sono chiuse e inagibili, nel giardino, vicino a quella di San Benedetto, quella sera le campane di Montemonaco sono tornate a suonare e ai loro rintocchi abbiamo visto sorrisi di speranza!