30 aprile: primi voti di Sofia-Miriam

 

Lo scorso 30 aprile nella fraternità di Assisi p.s. Sofia Miriam ha detto il suo primo “si” a Dio e al modo di seguirlo proprio della Fraternità. Ecco come ce lo racconta una delle piccole sorelle della fraternità di Milano.

“… ma quanto ci mette a bollire questa besciamella?…” esclama p.s. Grazia-Elisabetta mescolando e rimescolando il pentolone sul fuoco. Un profumo di ragù riempie la cucina della fraternità di Assisi. E’ la mattina del 29 di aprile, vigilia di un giorno importante. Si respira aria di festa: Sofia-Miriam, una nostra sorella, l’indomani, dice e celebra il suo primo SI’ a Dio nella Fraternità.

Per questa occasione si sono riunite una trentina di persone: la famiglia di Sofia, varie piccole sorelle, degli amici suoi, tutti accomunati dal desiderio di condividere la gioia e l’intensità di questo momento. Certo, durante la messa, con il rito del SI di Sofia, celebrata nella cappella della fraternità, non è mancata una certa emozione e la presenza della piccola Marta, di due anni appena, figlia di amici, ha saputo metterci una particolare nota di spontaneità, semplicità e creatività. E possiamo dire che, anche il nostro cuore, come quello dei discepoli di Emmaus, ci ardeva dentro al susseguirsi delle parole, dei canti e dei gesti celebrati e vissuti.

Momento intenso è stata l’invocazione cantata di Santi di ieri e di oggi mentre Sofia era prostrata in atteggiamento di totale abbandono. Prostrazione che è espressione di un’attitudine del cuore, dono e impegno insieme, che rende possibile l’apparentemente impossibile.  “A causa di Gesù e del suo vangelo, faccio a Dio, per tre anni, voto di povertà evangelica, di castità consacrata e d’obbedienza per amore … lo faccio per consacrarmi ai più poveri ed abbandonati nello spirito di Gesù a Nazareth …”.

 

Sì! Giornata di festa, di stupore, di gioia… che è continuata a tavola attorno a un piatto, come già vi sarete potuti immaginare, di lasagne e di altri sapori, di cui molti toscani (la regione di Sofia). E poi danze e canti: tutto voleva dire la gratitudine per il dono di Dio in Sofia, per il suo desiderio di dirgli il suo Si e per il dono della Fraternità, sentiero Suo nella Chiesa e nell’umanità.