Dicembre 2015- Gennaio 2016: Aïn Kawa, Iraq- Messaggio di Natale

 

Maria e Giuseppe 33

Portare il «messaggio di Natale» in Iraq a coloro che sono perseguitati a causa di Gesù e del suo Vangelo, con il desiderio di condividere la Gioia che nessuno potrà rubarci. Un sogno? La proposta, partita da Aïn Kawa in occasione della visita delle p.s. Maria Chiara e Hala nel settembre 2015, è arrivata a Roma, dove un gruppo di sorelle partecipava al Congresso dei giovani consacrati che Papa Francesco aveva appena invitato a sognare, come sapeva fare santa Teresa di Gesù Bambino, che lui ha chiamato la «patrona degli orizzonti della Chiesa».      

Gesù bambino in IraqLa preparazione ha preso forma nei cuori e…nelle e-mail tra Aïn Kawa, con p.s. Afnan, e Cosenza, Roma e Touggourt, dove si trovavano le p.s. Rania e Giulia Amata, chiamate a partecipare a questo progetto. Grazie all’aiuto delle sorelle di Tre Fontane, delle Regioni Italia, Algeria e Iraq sono nate delle idee e, in particolare, due sono state realizzate: – quella del Piccolo Principe che, divenuto amico di Gesù, conduce a Lui il suo nuovo amico, il leone, un animale feroce (Is. 11,6-7); – e quella dell’annuncio della nascita del Messia (con marionette che rappresentano in parrocchiaMaria, Giuseppe e i pastori) attraverso un dialogo tra le stelle, in cui la Stella Cometa introduce gli episodi del Vangelo. Il tutto accompagnato da canti natalizi e citazioni del Vangelo. Così il sogno iniziava a devenire realtà, anche grazie al vescovo caldeo, Mons. Bachar Warda, che ci ha invitate nella sua diocesi.
«On fait ce qu’on peut» [si fa quel che si può]: con queste parole p.s. Jeanne ha salutato Rania che partiva per l’Iraq …ed è proprio ciò di cui ci siamo rese conto noi tutte: le piccole sorelle di Aïn Kawa, già abbastanza occupate con la vita quotidiana tra la fraternità regionale e quella al campo dei rifugiati “Achtï 2”, erano, però, necessarie per realizzare questo progetto: innanzitutto, per la lingua, per rendere i testi comprensibili alla gente di qui. Poi per accordarsi con i preti, responsabili di ogni campo, come anche per realizzare in concreto le idee: dare voce ai personaggi del Vangelo, alle stelle, al Il piccolo principe e il leonePiccolo Principe, al leone, leggere i brani biblici. Inoltre, la distanza tra le due fraternità locali (mezz’ora a piedi) rendeva più complicata l’organizzazione degli incontri di preparazione e revisione…Quanta gente, quante energie ci vogliono! Infine, il primo prete con cui parliamo, quello del campo in cui abitiamo, vuole una sorta di teatro ben organizzato, da introdurre in una serata di preghiera nella chiesa del campo. Per adattarci alla richiesta facciamo delle prove, con la corale e gli amici che interpretano i personaggi. Per questo aspettiamo l’arrivo di Rania il 16 dicembre, ritardata dal rinnovo del permesso di soggiorno.
Ma noi volevamo raggiungere anche quelli che, forse, non vengono in chiesa!!
Col tempo accettiamo che non tutto vada come volevamo e ci prepariamo pe1- Preparazioner il primo appuntamento con il “messaggio di Natale” nella chiesa del nostro campo, il 22 dicembre, alla presenza del vescovo siro-cattolico, Mons. Butros Mushi. Avevamo chiesto al parroco di lasciar entrare i bambini. Così, col suo consenso, poco prima del nostro “teatro di Natale”, un allegro vociare di bimbi ha attraversato la chiesa in preghiera.
5- gruppo del messaggio di Natale

La collaborazione con il coro della chiesa e con gli amici, che ci hanno in seguito in ogni tappa del “messaggio di Natale”, ci ha dato molta gioia. In fondo, questa buona intesa tra di noi, la capacita’ di rinunciare talvolta alle proprie idee o attese, per accogliere l’idea altrui o la realtà come si presenta, è una prima semplice testimonianza che possiamo vivere, per dire la venuta tra di noi del Principe della Pace.8- Al campo ascti 2, messaggio

Il 23/12 abbiamo continuato a proporre il “messaggio di Natale” nella chiesa del campo “Club dei giovani”, e subito dopo siamo uscite spontaneamente per le viuzze, tra le “caravan” (prefabbricati), seguite da tutti coloro che erano in chiesa, tra canti natalizi e auguri di Natale. Il 25/12 mattina eravamo nel campo di fronte al nostro, uno dei piú poveri, dove la gente è in attesa – come tutti – di un futuro altrove e, nel frattempo anche di avere un alloggio più degno. Qui abbiamo cantato, portando il Bambino Gesù ad ogni famiglia.

10- Col gruppo del coro tra i prefabbricatiIl pomeriggio di Natale eravamo in un campo, abitato in maggioranza da famiglie venute dal villaggio di Karamles e qualcuna da Mossul. Sono alloggiate in appartamenti (una famiglia per stanza). Come negli altri luoghi visitati, anche loro hanno fatto un presepe. Il loro ha la forma della collina del loro villaggio d’origine. Dentro, vicino al Bambin Gesú, hanno messo…le loro “caravan”: è nato tra di noi, l’Emmanuele!

Il 26/12 siamo arrivate al campo «el Amel» [speranza], dalle famiglie cristiane che abitano in una
costruzione di più piani, non finita, adattata per l’accoglienza delle famiglie. Il quinto piano, l’ultimo, è I bambini cantano Nataleadibito a sala per le Messe e anche per le attività delle varie associazioni, straniere e irakene, che operano tra i rifugiati. In questa sala abbiamo trovato un gruppo di giovani irakeni – cristiani e musulmani – che volevano animare la mattinata per i bambini. Erano ben contenti di collaborare con noi, ma il loro responsabile non era d’accordo. Così, ancora una volta, abbiamo improvvisato…
Questa improvvisazione, col desiderio di raggiungere tutti coloro che ci accolgono, l’abbiamo vissuta in vari luoghi. Con canti, marionette e, soprattutto, col Bambino Gesù, insieme agli amici e alle persone del
Con Gesù bambino 18campo siamo passate da ogni famiglia. Abbiamo visto la gioia sui volti, le mani che toccavano il Bambino Gesù, le bocche che lo baciavano. La signora anziana che lo alza e prega in “surath” [lingua di origine aramaica dei cristiani d’Iraq]; quella che non può camminare e che ci riceve nella sua stanza, la ragazzina con un handicap che non si muove, una mamma con un neonato, la donna giovane che vorrebbe dei figli e non ne ha ancora,…ognuno con la sofferenza di aver lasciato casa, terra, tutta una vita, senza sapere fino a quando e cosa succederà…tutti cantano e pregano con noi. Noi tutti siamo attorno a questo Piccolo, Prega Gesù di ritornare a casa sua 23nel quale c’è Dio tutto intero, il Fedele, Colui che non abbandona e non delude.
Ciascuno di noi ha partecipato come poteva a questo “messaggio di Natale”: col sorriso, la danza, la voce, la conoscenza delle famiglie (per esempio, grazie a p.s. Raja’ che visita le famiglie con GRS– servizio dei Gesuiti per i rifugiati– e grazie alle amicizie vissute a Mossul, Bashiqa, Baghdad e anche qui a Aïn Kawa e nel campo), la competenza col computer e la musica…un amico si è messo 3- Yussef per il sonoroin spalla la grande cassa dell’amplificatore, per portarlo nelle viuzze di un campo, dove l’acqua del bucato e della cucina scorre senza sosta. Gli amici che hanno dato voce alle marionette ci hanno seguito ovunque, mettendo anche a disposizione una loro macchina. In ogni luogo abbiamo trovato aiuto, come il 30 dicembre dai Fratelli di Gesú Redentore, Yasser, Uissam e Raid, che si occupano di un campo, a mezzora di distanza in auto da Aïn Kawa, dove abitano più di mille famiglie rifugiate, cristiane e musulmane, in appartamenti. Che Colui che ha posto la Sua tenda in mezzo a noi, il Salvatore del mondo, ci insegni a vivere in pace, nell’unità tra religioni e culture differenti.Preghiera intorno al fuoco- notte di Natale 11
Il primo giorno dell’anno 2016 in un’altra chiesa, quella del campo Sant’Elia, il “messaggio di Natale”, introdotto in inglese, seguiva la Messa in due lingue– arabo e inglese – per permettere a dei lavoratori stranieri (filippini, indiani e coreani) presenti a Aïn Kawa di meglio partecipare. Il 3 gennaio, su richiesta del parroco della chiesa caldea di fianco alla fraternità abbiamo condiviso la gioia del Natale con i fedeli che celebrano nella lingua di Gesù. Abbiamo anche scelto, nei giorni di festa, di visitare con le altre sorelle i vicini e gli amici, a Aïn Kawa e al campo, e di ricevere le loro visite.
Abbiamo ricevuto il domettono le loro intercessioni davanti a Gesù bambinono di vedere la gioia in tutti: preti, coro, amici e persone incontrate, di annunciare insieme la Buona Notizia del Dio-in-mezzo-a-noi. Abbiamo portato il “messaggio di Natale” e, soprattutto, l’abbiamo ricevuto da ogni persona, dalla fede di ciascuno, da ogni «el-hamdoulillah» [grazie a Dio] che usciva da tante bocche, malgrado tutto il male subito, dalle preghiere che abbiamo invitato a scrivere o esprimere oralmente, mettendole poi davanti al Bambin Gesù.
Alcune di esse sono ancora nella cappella della nostra fraternità, dove abbiamo condiviso il “messaggio di Natale” con un gruppo di preghiera di donne del vicinato e con le persone che hanno un handicap della associazione Mahabba et Farah (Fede e Luce). Une delle preghiere Dove lavora sorella Rinia, con i disabilidiceva: «Dio ci ha creato e ci ha aiutato a fuggire dal nemico;, lo stesso Dio ci aiuterà o a tornare nelle nostre terre, oppure a trovare una terra, per vivere la nostra fede nella pace. ».
Abbiamo sognato e ci è stato dato questo messaggio di Speranza: «Per ognuno di voi chiediamo il dono della Gioia. La chiediamo con forza, più specialmente ancora per quelli che soffrono e che vivono in un tunnel oscuro. Guardate bene e alla fin Le sorelle che hanno realizzato il messaggio di Natale in Iraq. Rania, Giulia Amata,Afnan, Ragià, Rinia.e apparirà una stella….seguitela questa stella messaggera di Speranza. Per un tempo anche i magi non la videro più e sarebbero tornati indietro, pieni di tristezza e disillusi, se non avessero avuto nel cuore la certezza che l’avevano vista un giorno, quella stella ».(p.s. Magdeleine di Gesù, 1950)

p.s. Afnan, p.s. Giulia Amata, p.s. Raja’, p.s. Rania, Rinia (postulante)
Ad Ankawa, vicino ad Erbil in Iraq, cinque piccole sorelle e tanti amici con loro, hanno vissuto il Natale,con la preghiera, il canto, l’amicizia.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 gennaio 2016, in Attualità. Aggiungi il permalink ai segnalibri.