Bibliografia e riferimenti

Bibliografia essenziale di  Charles de Foucauld

Scritti spirituali:

Chi può resistere a Dio?, Città Nuova, Roma 1983
Dio solo, Città Nuova, Roma 1973
Piccolo fratello di Gesù, Città Nuova, Roma 1976
Lo Spirito di Gesù, Città Nuova, Roma 1978
La vita nascosta, Città Nuova, Roma 1974
All’ultimo posto, Città Nuova, Roma 1974
Solitudine con Dio, Città Nuova 1975
Viaggiatore nella notte, Città Nuova, Roma 1979
Scritti spirituali giorno per giorno, PIEMME, Casale Monferrato, 1999
Opere Spirituali, Antologia, Ed. Paoline, Cinisello Balsamo (varie edizioni)
Solo con Dio in compagnia dei fratelliItinerario spirituale dagli scritti, Paoline, 2002 (a cura di Ezio Bolis)
Insegnaci a pregare, Centro ambrosiano, Milano 2003

Corrispondenza:

Charles de Foucauld-Don Huvelin. Corrispondenza inedita, Borla, Torino 1965 (solo in biblioteca!)
Lettere a Mme de Bondy, AVE, Roma 1966
Lettere a un amico di Liceo, Città Nuova, Roma 1985

Su Charles de Foucauld:

Jean-François Six, Itinerario spirituale di Charles de Foucauld, Morcelliana, Brescia 1981
Luigi Rosadoni, Charles de Foucauld, fratello universale, Gribaudi, Torino 1991
Piccola sorella Annie, Charles de Foucauld, Qiqajon, Bose 1998
Michel Lafon, Una voce dal deserto, Paoline, Milano 1998
Maurice Serpette, Foucauld nel deserto, Queriniana, Brescia 1998
Antoine Chatelard, Verso Tamanrasset, Qiqajon, Bose 2002
Andrea Mandonico, Nazaret nella spiritualità di Charles de Foucauld, Messaggero, Padova 2002
Alessandro Pronzato, Il seme nel deserto. Charles de Foucauld., Gribaudi, Milano, 2005 (2 vol)
Piccola sorella Annunziata, Charles de Foucauld e l’Islam, Qiqajon, Bose, 2005

 Bibliografia essenziale di Piccola sorella Magdeleine

Magdeleine di Gesù, Da un capo all’altro del mondo, Città Nuova, Roma 1985
Magdeleine di Gesù, Gesù per le strade, Piemme, Casale Monferrato 2000 (2 vol)

Kathryn Spink, Il richiamo del deserto, Dehoniane, Bologna , 1994
Angelica Daiker, Al di là delle frontiere, Effatà, Cantalupa (Torino), 2002
Francesca de Lellis, Magdeleine di Gesù e le Piccole Sorelle nel mondo dell’Islam, EMI, Bologna, 2006

 Sulla Famiglia spirituale di Charles de Foucauld

René Voillaume, Carlo de Foucauld. e i suoi primi discepoli, San Paolo, Cinisello B., 2001
Piccoli Fratelli di Gesù,  Come Gesù a Nazaret, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004

 


Riferimenti 

La nostra vita

« Non appena credetti che c’era un Dio, compresi che non potevo fare altro che vivere per Lui». Fratel Carlo, Lettera a Henry de Castries, 14 agosto 1901 .[ Solo con Dio in compagnia dei fratelli, Paoline, Milano 2002, p. 243].

“Ti sforzerai di vivere con lo sguardo ed il cuore fissi in Gesù […] Lui diverrà sempre più il centro della tua vita e la passione del tuo cuore» Piccola sorella Magdeleine, Regola di vita [ Règle de vie des petites soeurs de Jésus, Roma 1983, cap. 1, art. 4.]

 Chi siamo

“A causa di Gesù e del suo Vangelo, e in risposta alla sua chiamata, tu consacri la tua vita all’amore di Dio e all’amore di tutti gli uomini, tuoi fratelli e sorelle, che Gesù ha amato tanto da dare la propria vita per ciascuno di loro”. Piccola sorella Magdeleine, Regola di vita [ Règle de vie des petites soeurs de Jésus, Roma 1983 cap. 1, art. 1.]

Come viviamo

«Continuiamo ad amarci così com siamo, di tutti i paesi, di tutte le razze, con bontà e benevolenza, nonostante le nostre lacune e i nostri difetti. In questo mondo in cui c’è tanto odio, dobbiamo essere unite come un blocco incandescente d’amore…, non un blocco di ghiaccio!… Continuiamo a testimoniare che piccole sorelle africane, americane, asiatiche, europee, dell’Oceania, orientali…che piccole sorelle arabe e ebree…che piccole sorelle d’ambiente operaio e d’ambiente borghese…possono amarsi con un grande amore, pur essendo lucide sul male del loro paese e del loro ambiente d’origine». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 20 ottobre 1974.[Lettres V (1973-1979), Roma 1987, pp. 193-194. ]

 Dove viviamo

«Nelle regioni in cui la Chiesa non è ancora presente, il tuo apostolato di piccola sorella, sarà molto spesso un lento lavoro di dissodamento preparando le vie del Signore ad un apostolato più diretto. Il fatto stesso d’una presenza di amicizia rispettosa e di amore evangelico in mezzo a popolazioni particolarmente povere o abbandonate, contribuirà a far prendere loro coscienza della loro dignità di persone umane e di figli di Dio. E lavorando così nella linea della tua vocazione alla costruzione di un mondo migliore, più giusto e più fraterno, renderai le condizioni di
vita di quelli che ti circondano più favorevoli alla penetrazione del messaggio del Vangelo. […] Ma ti ricorderai che lo Spirito Santo ti ha preceduto nel loro cuore diffondendovi la Sua grazia e “scoprirai con gioia e rispetto i semi del Verbo che vi si trovano nascosti” [Ad gentes, Concilio Vaticano II] ». Piccola sorella Magdeleine, Regola di Vita.[Règle de vie des petites soeurs de Jésus, Roma 1983, cap. 4, art. 27.]

Accoglienza

«Con quale amore, quale rispetto, quale gioia, quale desiderio di fare a colui che si presenta a noi il più gran bene possibile […], con quale tenera premura dobbiamo accogliere chiunque si presenti a noi, ogni essere umano, chiunque egli sia!… Il povero che bussa timidamente alla porta, il nostro superiore che viene a farci visita a nome della Chiesa e della Santa Sede, tutti, tutti, tutti, il povero turco e il vescovo, tutti, tutti, accogliendoli come si accoglierebbe Gesù! È su questo che il fedele, il giusto “che vive di fede” regola la sua condotta e i suoi rapporti col prossimo… Non
vede in lui altro se non una porzione del corpo di Gesù». Fratel Carlo, meditazione del 1897 su Mt 10,40 [Piccolo fratello di Gesù, (Scritti spirituali di Charles de Foucauld, 7), Città Nuova, Roma 1975, pp. 35-36.]

«[…] mangerai con gli uomini, tuoi fratelli, ti rallegrerai con loro. Accetterai con semplicità la loro ospitalità, vivendo fraternamente in mezzo a loro la tua vita cristiana e la tua vita religiosa, per svelarne loro la bellezza e la grandezza». Piccola sorella Magdeleine, Bollettino verde [Bollettino verde, Milano 1957, p. 23.]

Amicizia con i musulmani

«Io sono qui non per convertire i Tuareg, ma per cercare di capirli […] Lei è protestante, Teissère è un non credente, i Tuareg sono musulmani; io sono persuaso che Dio ci accoglierà tutti quanti, se lo meriteremo». Fratel Carlo al dottor Dautheville, agosto 1908 [cit. Antoine Chatelard, Charles de Foucauld, verso Tamanrasset, Qiqajon, Magnano 2002, p. 258. ]

«Ho obbedito al Signore volendo che la Fraternità fosse universale, ma è per l’Islam che ho dato la mia vita». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 4 giugno 1947 [ Lettres I (1936-1950), Roma 1984, pp. 322-323.]

«Touggourt…Sidi Boujnan…la cara piccola fraternità nelle dune […], quella che ne è stata la culla…[…] c’erano 120 tende […] e in ognuna di esse vivevano i miei primi amici nomadi […]. Tra noi c’era un tale amore che mai potrò trovarne uno simile, perché loro sono stati i primi. Ho vissuto un tempo completamente sola con loro, in piena fiducia: […] E durante questi cinque anni di vita insieme, mai una volta sono stata delusa… ». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 12 dicembre 1951 [ Lettres II (1950-1957), Roma 1984, p. 137.]

 Attraverso i continenti

Il 1° Agosto 1953, giorno della partenza per un viaggio chiamato “giro del mondo”, p.s. Magdeleine scrive: «Il Bambin Gesù sarà il capofila…con Lui, nulla sarà impossibile. Questo viaggio sarà giudicato sicuramente una “pazzia” dalle persone ragionevoli… Se lo faccio, è perché il Signore mi incalza con vigore, affinché la nostra Fraternità divenga presto internazionale e il messaggio del “Piccolo fratello universale” [fr. Carlo de Foucauld] non resti legato ad un solo paese o ad un solo continente… Ed anche perché le Piccole Sorelle di tutte le nazioni e di tutte le razze rapidamente si mescolino insieme in una grande unità e possano testimoniare in tal modo che è possibile amarsi e collaborare ad un’ opera comune tra razze e nazionalità differenti». Piccola sorella Magdeleine, Diario del 1 agosto 1953 [ Da un capo all’altro del mondo, Città Nuova, Roma 1985, p. 230.]

 Cammino di povertà

«La supplico, Santo Padre […], che ci lascino la gioia della fiducia e dell’abbandono,la gioia delle privazioni e della sofferenza. Che in mezzo agli operai e ai poveri che attualmente sono così infelici e angosciati davanti al futuro, noi viviamo le stesse insicurezze».Piccola sorella Magdeleine, dalla seconda “Supplica sulla povertà” a Pio XII, 21 giugno 1947 [ Lettres I (1936-1950), Roma 1984, p. 331.]

« Nella semplicità dello sguardo posto su Gesù e non nel ripiegamento dello sguardo su di se, le piccole sorelle non avranno paura di scoprirsi deboli ed impotenti. E come coloro che portano un tesoro in vasi d’argilla, riconosceranno che Dio è tanto più glorificato in quanto opera attraverso la debolezza» Costituzioni della Fraternità delle piccole sorelle di Gesù, cap. 10, art. 61.

«Attuate sempre più la vostra vocazione di “farsi uno di loro”. Che non siano parole. Questo richiede molto, lo sapete. “Farsi uno di loro” significa arricchirsi al lorocontatto, spogliandosi dell’illusione di avere sempre da portare qualcosa».
Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 1 settembre 1949[ Lettres I (1936-1950), Roma 1984, p. 491.]

 Nella Chiesa

«Quanto più si è uniti alla Chiesa, tanto più si è uniti allo Spirito Santo che la anima. Quanto più si ama la Chiesa, tanto più si ama Colui di cui essa è il Corpo, il nostro Signore Gesù». Fratel Carlo, Direttorio [Directoire (Texte de 1909-1913), Paris 1933, art. 4].

«In un’epoca di libertà d’opinione e di discussione che turbano le anime, dovrai, pur restando all’ avanguardia, avere verso la Chiesa, una docilità di bambino». Piccola sorella Magdeleine [ Bollettino verde Milano 1957, p. 13.]

«Il mio apostolato dev’essere l’apostolato della bontà. Vedendomi, si deve dire: “Poiché quest’uomo è così buono, la sua religione dev’essere buona”. Se si chiede perché io sono dolce e buono, devo dire: “Perché sono il servo di uno assai più buono di me. Se sapeste come è buono il mio Padrone Gesù”. Vorrei essere abbastanza buono perché si dica: “Se tale è il servo, come è dunque il Padrone?”» Fratel Carlo, Scritti spirituali [ Opere Spirituali, (Antologia), Paoline, Milano 1960, p.379. ]

«Ciò che vedo o, meglio, ciò che desidero per la Chiesa? È soprattutto, ed è il desiderio di tanti, che,rimanendo la Chiesa di tutti, sia sempre più la Chiesa dei poveri, di coloro che il Cristo ha amato con un amore di preferenza, che tutti i pastori della Chiesa prendano le parti di coloro che sono oppressi e disprezzati, senza paura di compromettersi.
[…] Che spalanchi le sue porte alle altre Chiese,e che sia sempre più misericordiosa verso tutti i peccatori, accogliente come il Cristo verso i non-credenti e i persecutori». Piccola sorella Magdeleine, da un’intervista per la rivista Città Nuova del 28 febbraio 1983. [ Lettres VII (1983-1986), Roma 1988, p. 482.]

“gridare il Vangelo non con le parole ma con la vita” [ La vita nascosta, (Scritti spirituali di Charles de Foucauld, 9), Città Nuova, Roma 1974, p. 214.]

 Contemplative nel mondo

«La vita contemplativa, voi l’avete detto, è una vita di amicizia con la persona di Gesù. È una vita interiore molto più profonda, in contatto con Dio stesso. Perché questa amicizia, perché questo contatto non potrebbero esistere […] insieme al richiamo delle folle?… Non è forse proprio perché l’amicizia per Gesù sarà più grande, l’intimità più profonda, che avremo ancor più sete di portarlo tra la folla, di irradiarlo, di farlo amare? E non è forse perché avremo sentito tutte le necessità di questa folla, che avremo ancora più sete di riempirci di Gesù, di appartarci con Lui?» Piccola sorella Magdeleine, Lettera al padre Voillaume, 24 agosto 1947.[ Lettres I (1936-1950), Roma 1984, pp. 338-339.]

«Ti sei resa conto che, dietro le apparenze di una vita apostolica, dovrai essere essenzialmente un’anima contemplativa, e che la tua vita contemplativa dovrà essere ancora più irradiante e feconda dato che hai scelto di essere nel cuore delle masse umane come il lievito nella pasta? Perché il lievito non perda la sua forza a contatto con la pasta, e perché possa farla lievitare, deve essere ben preparato… Perché tu possa senza imprudenza essere mischiata intimamente alla massa umana e, soprattutto, perché tu possa trasformarla, dovrai riempirti di Cristo fino a traboccarne. Lui, irradiando attraverso di te, sarà il fermento divino». Piccola sorella Magdeleine, Bollettino verde Milano 1957, pp. 27-28.

«Noi siamo fatte per mescolarci alla folla, come Gesù sulle strade di Galilea. Accalcato dalla folla, spinto da tutte le parti, manteneva la pace, e intanto accarezzava i bambini, risollevava i poveri peccatori, consolava gli afflitti, guariva i
malati […] Prima del silenzio del ritiro, c’è il grande comandamento della carità. Di grazia, siate cristiane e umane prima di essere religiose. » Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle,[ 22 luglio 1942.Lettres I (1936-1950), Roma 1984, pp. 126-127. ]

 Farsi una di loro

«Hai un Unico Modello: Gesù. Non cercarne altri. Come Gesù, durante la Sua vita umana, fatti tutta a tutti: araba in mezzo agli arabi, nomade in mezzo ai nomadi, operaia in mezzo agli operai…ma prima di tutto umana in mezzo agli esseri umani […]. Non metterti ai margini della massa umana…Come Gesù fa’ parte di questa massa umana». Piccola sorella Magdeleine, Bollettino Verde Milano 1957, pp. 20-21.

«Mai, nelle mie previsioni più ottimistiche, avrei supposto una cosa simile! Siamo entrate nella vita degli zingari in profondità e il più entusiasta ce li conduce tutti a uno a uno per mostrare loro che siamo delle vere zingare, che  intrecciamo vimini, che facciamo cuocere il pranzo su tre pietre, e soprattutto che come loro abbiamo i libretti
con carte antropometriche e che la polizia ci tiene d’occhio come loro: “Come noi, tutto come noi!…” ». Piccola sorella Magdeleine, Lettera a padre Voillaume,[ 24 maggio 1949 Lettres I (1936-1950), Roma 1984, p. 461].

 Fraternità oltre le frontiere

«[…] ottengo d’improvviso la certezza, come se una grande luce interiore me l’imponesse, che la Fraternità deve estendersi al mondo intero e diventare “universale”». Piccola sorella Magdeleine, Diario, 26 luglio 1946. [Gesù per le strade I (1936-1949), Piemme, Casale Monferrato 2000, p. 193. ]

«Per rispondere all’Amore immenso e universale del cuore di Gesù dovrai essere pronta ad andare fino ai confini del mondo per portarvi questo amore e per “gridarvi il Vangelo” non con le tue parole, ma con tutta la tua vita». Piccola sorella Magdeleine, Bollettino verde,Milano 1957, p. 7.

«Il Signore mi ha reso particolarmente sensibile ad ogni forma di separazione, di barriera, di divisione; è per questa sofferenza che sono stata spinta a mettervi costantemente sotto gli occhi, fin dai primi giorni della fondazione, questo ideale d’unità che è diventato l’essenziale del nostro inserimento nel mondo».

Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 25 dicembre 1963 [ Lettres III (1957-1965), Roma 1985, p. 476.]

Lavoro

«L’imitazione della vita nascosta di Gesù, operaio a Nazaret […] ti domanda di condividere la povertà laboriosa e la condizione sociale delle famiglie dei lavoratori manuali poveri che vivono giorno per giorno del loro lavoro. […]
Non è soltanto per imitare Gesù a Nazaret […] che tu guadagnerai la tua vita con il lavoro manuale, all’esterno o all’interno della fraternità. E’ anche perché le piccole sorelle sono realmente povere e il lavoro è per loro una necessità vitale, la conseguenza e la forma propria della loro povertà». Piccola sorella Magdeleine, Regola di vita [ Règle de vie des petites soeurs de Jésus, Roma 1983, cap. 17, art. 208. ]

«Sono un operaio che vive del proprio lavoro alle porte del convento, e questa condizione mi si confà meglio, perché ci sono più solitudine e più silenzio, ed è ancora più simile alla vita nascosta di Nostro Signore…». Fratel Carlo, Lettera al padre Huvelin, 15 ottobre 1898 [ Solo con Dio in compagnia dei fratelli, Paoline, Milano 2002, p. 181. ]

Nazaret

«Sforzati dunque di essere agli occhi degli uomini ciò che ero nella mia vita di Nazaret, né più né meno. Sono stato povero operaio, vivente del lavoro delle mie mani, sono passato per ignorante, illetterato, avevo per genitori, parenti, cugini, amici dei poveri operai come me, degli artigiani, dei pescatori; parlavo loro da uguale a uguale, ero vestito come loro, alloggiato come loro, mangiavo come loro quando ero con loro… come tutti i poveri, ero esposto al disprezzo, ed è perché non ero agli occhi del mondo che un povero “Nazareno”». Fratel Carlo, da una meditazione del ritiro di Nazaret nella quale fa parlare Gesù, 12 novembre 1897.[ La vita nascosta, (Scritti spirituali di Charles de Foucauld, 9), Città Nuova, Roma 1974, p. 174.]

«Nazaret dopo Betlemme, è così che Gesù lavorò anzitutto alla redenzione del mondo. È così che Maria cooperò al suo lavoro redentore… È questa la nostra vocazione nella Chiesa: il richiamo al mistero di Betlemme…l’imitazione della vita nascosta di Gesù a Nazaret… di Gesù che vive nella contemplazione del Padre, pur rimanendo mescolato alla gente del suo villaggio. Questa vita nascosta ci permette di andare là dove nessuno andrebbe ad esservi una presenza di Chiesa. Là dove nessun religioso era potuto ancora entrare […], siamo state accettate perché noi non inquietavamo nessuno…così come Gesù e Maria non avevano preoccupato nessuno durante i lunghi anni vissuti a Nazaret…» Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 22 luglio 1963.[, Lettres III (1957-1965), Roma 1985, pp. 453-454. ]

Parola di Dio ed Eucarestia

Il Pane della Parola

«Bisogna cercare di impregnarci dello spirito di Gesù leggendo e rileggendo, meditando e rimeditando incessantemente le sue parole ed i suoi esempi: devono passare nelle nostre anime come la goccia d’acqua che cade e ricade su una pietra,
sempre nello stesso posto». Fratel Carlo, Lettera a Massignon, 22 luglio 1914.[Solo con Dio in compagnia dei fratelli, Paoline 2002, p. 409. ]

«Il Vangelo sarà il tuo tesoro. È il libro di vita che contiene la Scienza dell’Amore. Ne impregnerai la tua intelligenza ed il tuo cuore, per poter diventare in seguito, con la tua vita, una predicazione vivente del Vangelo, un Vangelo in atto». Piccola sorella Magdeleine, Bollettino verde, Milano 1957, p. 3

Il Pane dell’Eucarestia

«Non c’è, credo, un altro passo del Vangelo che mi abbia impressionato di più e che abbia trasformato la mia vita più di questo: “Tutto quello che fate a uno di questi piccoli, lo fate a me”. Se si pensa che queste parole sono quelle della Verità
increata, quelle della bocca che ha detto “questo è il mio corpo… questo è il mio sangue”, con quanta forza si è portati a cercare e ad amare Gesù in “questi piccoli”, questi peccatori, questi poveri». Fratel Carlo, Lettera a Louis Massignon, 1 agosto 1916.[ Solo con Dio in compagnia dei fratelli, Paoline 2002, p. 417. ]

«Le piccole sorelle si lasceranno configurare a Gesù nel suo atteggiamento di adorazione, di ringraziamento, d’intercessione e di dono totale di se stesso. La partecipazione al sacrificio eucaristico e la preghiera centrata su Gesù presente nell’ Eucarestia esprimono l’aspetto essenziale della missione lasciata loro da fratel Carlo di Gesù. Costituzioni della Fraternità delle piccole sorelle di Gesù, cap. 3, art. 20.

Sorelle ditutti

«Voglio abituare tutti gli abitanti, cristiani, musulmani ed ebrei e pagani, a considerarmi come loro fratello, il fratello universale. Cominciano a chiamare la casa “la Fraternità” e ciò mi è dolce». Fratel Carlo, Lettera a Marie de Bondy, 7 gennaio 1902.[cit. in : Piccola sorella Annie di Gesù, Charles de Foucauld, Qiqajon, Magnano 1998, p. 75.]

«In un grande rispetto per la persona umana, immagine di Dio, sarai umilmente la sorella piccola e l’amica di tutti: cristiani o non cristiani, felici o infelici, ricchi o poveri, qualunque sia il loro ambiente sociale. Piccola e avvicinabile sarai accogliente ad altri modi di pensare». Piccola sorella Magdeleine, Regola di vita.[ Règle de vie des petites soeurs de Jésus, Roma 1983, cap. 10, art. 106.]

«Non abbiamo nient’altro da fare, in mezzo agli uomini, che amarli, non di un amore qualunque, ma di tutto l’amore che Dio ha per loro. Bisognerà che ripetiamo senza stancarci a noi stessi che questa è la nostra opera principale e la sola. Liberare, purificare, ingrandire tutte le nostre capacità d’amare e le nostre tenerezze d’uomo, ed offrirle all’Amore misterioso del Cristo perché Egli ci conceda davvero di amare profondamente, realmente tutti gli uomini senza eccezione ed ognuno di quelli che ci avvicinano, per se stesso…». Padre Voillaume ai piccoli fratelli, Come loro, Paoline, (Nona edizione), Roma 1973, pp. 176-177.

Nello spirito di Betlemme

«La Fraternità, fin dalle origini, ha ricevuto una luce particolare dalla grotta di Betlemme dove il Figlio di Dio “nato da una donna” ha voluto iniziare la sua missione di Salvatore in uno stato di impotenza e di dipendenza totale.
Contemplando Gesù Bambino, che in tal modo si è reso accessibile a tutti, le piccole sorelle si stupiranno di scoprire, in Lui, la grandezza nascosta sotto l’aspetto della debolezza. In questa luce comprenderanno che, per penetrare questo mistero, occorrerà loro un cuore mite e forte, una grande apertura di spirito sulle realtà del mondo. Di fronte a situazioni d’ingiustizia, di violenza e di oppressione, si conformeranno a Gesù che, per salvare il mondo, ha rifiutato ogni mezzo di potere e ha avuto soltanto la forza del suo amore e della sua totale fedeltà alla verità». Costituzioni della Fraternità delle piccole sorelle di Gesù, cap. 2, art. 17.

«Il messaggio di Natale, portato dalle piccole sorelle nelle prigioni, gli ospedali, gli asili, dia un po’ di gioia a tutti coloro che soffrono fisicamente o moralmente nei loro corpi, nella loro anima o nella loro dignità umana! Ovunque passi una piccola sorella ci sia nei cuori un po’ più di gioia e un po’ più d’amore, soprattutto nei cuori di quelli che sono disperati perché hanno troppo sofferto o che sono amareggiati…Possa la stella di Betlemme rischiarare il loro cammino e condurli a Colui che li consolerà perché è Lui la sorgente di ogni speranza!» Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 8 dicembre 1976 .[Lettres V (1973-1979), Roma 1987, p. 41]

Unità

«Vorrei che credeste che ci può essere vera amicizia, affetto profondo fra persone che non appartengono né alla stessa religione, né alla stessa razza, né allo stesso ambiente […] È necessario che il vostro amore cresca, si approfondisca e diventi delicato. L’amore generoso si trova più facilmente, ma l’amore delicato e rispettoso per ogni creatura è raro».
Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 12 dicembre 1951.[Lettres II (1950-1957), Roma 1984, p. 138.]

«Vi ho ripetuto spessissimo che se mi dicessero di definire in una sola parola la missione della Fraternità non esiterei un minuto a gridare: Unità perché, nell’unità, può essere riassunto tutto». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 8 dicembre 1962.[ Lettres III (1957-1965), Roma 1985, p. 427.]

«La carità fraterna ed universale, la cui sorgente è nell’Amore infinito di Dio, sarà sempre messa dalle piccole sorelle al di sopra di tutte le regole, poiché è il grande comandamento del Signore. Impegnandosi con quanti rifiutano le barriere fra persone e popoli, le piccole sorelle saranno fermento di unità; Gesù stesso manterrà loro il cuore aperto, in un desiderio di comprensione e di amicizia con tutti». Costituzioni della Fraternità delle piccole sorelle di Gesù, cap. 4.

Vieni e vedi

«[…] Vorrei che voi diveniste leggere…, leggere come una bolla di sapone che un bambino, giocando, può soffiare in tutte le direzioni. Che il Bambino Gesù possa girarvi e rigirarvi tra le sue mani come vuole… inviarvi a destra o a sinistra, in una baraccopoli o in una segreteria, in una missione lontana o in una fraternità di studi… vi faccia partire subito o vi tenga ferme a lungo senza sapere dove andrete… demolisca tutti i vostri piani… vi nomini responsabile o no… nomade o sedentaria…». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 8 agosto 1955.[Lettres II (1950-1957), Roma 1984, p. 365.]

Vivere alla presenza di Dio

Gesù nel cuore della nostra vita

«Pregare, vedete, è soprattutto pensare a me amandomi… più mi si ama meglio si prega…» Fratel Carlo, Ritiro a Efrem, Quaresima 1898.èAll’ ultimo posto, (Scritti spirituali di Charles de Foucauld, 9), Città Nuova, Roma 1974, p. 103.]

«Le piccole sorelle cercheranno appassionatamente il Volto di Dio e vivranno in comunione con Lui». Costituzioni della Fraternità delle piccole sorelle di Gesù, cap. 11, art. 65.

Deserto

«Bisogna passare per il deserto e soggiornarvi per ricevere la grazia di Dio: è là che ci si svuota, che si caccia via da sé tutto quello che non è Dio e si svuota completamente questa casetta della nostra anima per lasciare tutto il posto a Dio
solo.[…] È un tempo di grazia. […] Non si dà se non quello che si ha: ed è nella solitudine, in questa vita soli con Dio solo, in questo raccoglimento profondo dell’anima che dimentica tutto il creato per vivere sola nell’unione con Dio, che Dio si
dà tutto intero a colui che si dà così tutto intero a Lui». Fratel Carlo, Lettera a padre Jérôme, 19 maggio 1898.[Opere Spirituali, (Antologia), Paoline, Milano 1960, p. 761.]

«Il panorama è più bello di quanto si possa dire o immaginare. Niente può rendere l’idea della selva di picchi e di punte rocciose che stanno al di sotto: è una meraviglia… non la si può guardare senza pensare a Dio; faccio fatica a staccare gli
occhi da questa veduta meravigliosa: la sua bellezza e l’impressione di infinito che dà avvicinano al Creatore, mentre la sua solitudine e il suo aspetto selvaggio mostrano quanto si sia soli con Lui e come non siamo altro che una goccia nel mare». Fratel Carlo, Lettera a Marie de Bondy, dalla montagna dell’Assekrem, nel deserto del Sahara verso Tamanrasset, 9 luglio 1911.[Lettere a Mme de Bondy, Veritas, Roma 1968, p. 169.]

Il quotidiano, cammino di preghiera

«Per me la preghiera è essenzialmente vita: non mi è possibile separare Dio dal creato, essendovi Lui talmente vivo e presente. Allora vorrei raggiungerLo nella preghiera insieme a tutte le creature, senza per questo dovermi separare da esse […] Il cuore è il buon Dio che lo ha inventato e penso che sia una delle sue più belle invenzioni. Il cuore umano è fatto per amare, per amare prima di tutto Dio, ma poi anche tutti gli uomini». Piccola sorella Magdeleine, Lettera a padre Voillaume, novembre 1946.[Documenti di padre Voillaume II, p. 50.]

«[…] è qui il nostro compito, il nostro ruolo, di essere lo “sguardo” dell’ umanità presente, posato su Gesù, di essere il “permanente” in presenza di Gesù, delegato della folla che dimentica, e portatore davanti a Lui della sua adorazione, delle sue domande, dei suoi lamenti e delle sue colpe. Dovunque tu sia, dimori vicino a Gesù. E’ a Lui ed a Lui solo che dovrai continuamente ritornare, senza stancarti, nell’ oscura ricerca del tuo amore, perché Lui solo è la sorgente della tua vita». Padre Voillaume, Come loro.[Come loro, Paoline, (Nona edizione), Roma 1973, pp. 174-175.]

Con Maria, Madonna del mondo intero.

«La Santa Vergine è stata presente dai primi giorni della fondazione… da quell’ 8 settembre 1939 quando l’angoscia di una guerra mondiale stringeva i cuori». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 8 dicembre 1964.[ Lettres III (1957-1965), Roma 1985, p. 551.]

«Che la Vergine Maria entri sempre più profondamente nelle vostre vite […] Ė perché lei veglia su tutti i vostri passi che questo mi dà tanta audacia per inviarvi ai quattro angoli del mondo. Restate molto piccole, come lo è stato il piccolo Gesù tra le braccia di Sua madre». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 22 luglio 1956.[ Lettres II (1950-1957), Roma 1984, p. 421.]

«Siate adulte, sì, perché i “bambini” del Vangelo sono essenzialmente adulti, a meno che all’ ora attuale “adulto” non significhi principalmente “ragionatore” e vi impedisca, per rispetto umano, di stringere nelle vostre braccia il piccolo Gesù che la Vergine così pura e materna vi ha donato perché lo portiate attraverso il mondo con il suo messaggio di mitezza e d pace». Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 3 dicembre 1965 .[ Lettres IV (1965-1973), Roma 1986, p. 61.]

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