Biografia di Fratel Charles

con la mamma

Charles nasce il 15 settembre 1858 a Strasburgo, in Alsazia.

A 6 anni rimane orfano di padre e madre e, insieme alla sorellina, viene accolto dal nonno materno, colonnello in pensione.

Charles ragazzo

 

«Io che sono stato,fin dall’infanzia, avvolto da tante grazie, figlio di una santa madre…»    (1897)

Adolescente inquieto, durante il Liceo Charles perde la fede.Con la guerra franco-prussiana del 1870, l’Alsazia diventa tedesca e nonno e nipotini, avendo optato per la nazionalità francese, lasciano Strasburgo e si rifugiano a Nancy.

«Mi allontanavo sempre di più da Te,mio Signore e mia vita…»  (1897).

Prosegue pigramente gli studi, frequenta l’Accademia Militare e, nel  1878, diventa sottotenente di cavalleria. Lo stesso anno muore il nonno.  Eredita un patrimonio e  lo sperpera.

con i compagni di classeNon tollera la disciplina e passa molto tempo agli arresti.

Nel 1881, per un «affare di donne»viene congedato dall’esercito.

Di lì a poco riesce a farsi reintegrare per partecipare ad una spedizione militare
a Sud di Orano, nel Sahara.

Per Charles è un primo risveglio: ama l’azione e la vita in tenda. Si dimostra ottimo ufficiale. Intreccia anche belle amicizie.

Ma non sopporta il ritorno alla vita di caserma e si congeda definitivamente.giovane ufficiale

Assetato di grandi spazi, vuole spendere la giovinezza in viaggi e a

 

Ad Algeri, per un anno, prepara un viaggio nell’interno del Marocco, allora interdetto agli europei.vventure.

EsploratoreLo esplora clandestinamente, con grandi rischi, percorrendo e descrivendo puntualmente circa 2250 chilometri

 

d’itinerari mai rilevati prima (1883-1884). Ne trarrà riconoscimenti e premi.

Il Marocco l’affascina.

Ammira e disegna paesaggi e edifici, s’incanta davanti alla distesa immensa del  deserto di dune con le sue oasi lussureggianti.

Ma ciò che più lo sconvolge è la fede dei musulmani.

Comincia ad esplorare se stesso e a cercare Dio.

 

Gli sale dal cuore «una strana preghiera:

«Mio Dio, se esisti, fa’ che Ti conosca» (1901)

Mentre a Parigi s’impegna nella pubblicazione del rapporto sul Marocco, legge il Corano e la  Bibbia.Trappa in Siria

Vuole capire. Ed ecco la svolta.

Alla fine di ottobre 1886, incontra un santo prete nella chiesa di Sant’Agostino.

Lascia tacere la ragione e si arrende: si inginocchia, si confessa, riceve la comunione.

«Appena ho creduto che c’era un Dio, ho capito che non potevo far altro che vivere per Lui solo»  (1901)

NazaretUn pellegrinaggio in Palestina (1888-1889) gli fa scoprire Gesù di Nazaret:

«Ho perduto il cuore per questo GESÙ di Nazaret

crocifisso 1900 anni fa e passo la vita a cercare

di imitarlo per quanto possa la mia debolezza»  (1901)

D’ora in poi, per vie  inaspettate, segue Gesù, il Dio «sceso all’ultimo posto».

Diventa monaco trappista ed è inviato in Siria, tra le montagne impervie di Curdi, Armeni, Turchi e Arabi (1890-1897).

 Non vi trova però «la vita di Nazaret»  che sogna.

Nel gennaio 1897, lascia la Trappa e parte per la Terrasanta.

Per tre anni vive a Nazaret «povero servo» all’ombra del monastero delle Clarisse, «solo con Dio solo» in una capanna-bambini a Beni Abbeseremo (1897-1900).

Decide infine di farsi prete. Torna in Francia e viene ordinato il 9 giugno 1901.

Ma la sua «parrocchia» sarà  lo sconfinato deserto. Vuole «gridare il Vangelo con la vita»  ai lontani.

Come Maria che porta in grembo Gesù, vuole «visitare» i poveri ed invitarli al «banchetto della vita».

Vorrebbe tornare in Marocco, il paese esplorato in gioventù, ma  non gli è possibile.

Cappella di Beni AbbesSceglie così di stabilirsi a Beni-Abbès, nel Sahara algerino, ai confini col Marocco.

La casa che vi costruisce, non la chiama più “eremo”, ma «fraternità»

Passa lunghe ore di silenzio adorante davanti all’Eucarestia. Apre però a chiunque bussa, soprattutto i più miserabili, gli schiavi.

Ne riscatta alcuni. Contro la pratica della schiavitù,  scrive indignato ad autorità civili, militari, religiose.

«Voglio abituare tutti gli abitanti, cristiani,

musulmani e ebrei e idolatri a guardarmi come loro fratello – il fratello universale

Cominciano a chiamare la casa “la fraternità”

e ciò mi è gradito…»  (1902)

Ma ci sono popolazioni più isolate, i Tuareg, Berberi del profondo Sud del Sahara. Da loro non ci sono cristiani, non ci sono Beni Abbespreti.

Urge partire.

Il progetto è chiaro:

«Prendi come obiettivo la vita di Nazaret,

in tutto e per tutto, nella sua semplicità

e nella sua ampiezza…

tenda cappellaAma Gesù con tutto il cuore – “ha molto amato”  –

e il tuo prossimo come te stesso per amore di Lui… La tua vita di Nazaret può essere condotta

dappertutto: vivila nel luogo più utile al prossimo»  (1905)

Si ferma a Tamanrasset, allora minuscolo villaggio di capanne dei Tuareg dell’Hoggar(1905-1916).

Vive con loro, come loro, condivide ciò che ha e ciò che è.

Stringe relazioni di fiducia e di amicizia. Pur di restare con loro,  accetta di non celebrare la messa quando non ci sono sotto la tendacristiani presenti che assistano.

«Risiedere da solo nel paese è bene; vi è possibilità di agire, anche senza fare granché, perché si

diventa “del paese”, vi si è del tutto accessibili e piccolini!»(1907)

Tamanrasset- fortinoNel 1908 ottiene il permesso di celebrare, ma per anni non può conservare l’Eucarestia: diventerà lui stesso Pane spezzato!

«Seguiamo

il Modello Unico e siamo sicuri di fare molto bene perché così non siamo più noi che viviamo, ma Lui  che vive in noi;

i nostri non sono più

i nostri propri atti, umani e miserabili, ma i suoi, divinamente efficaci»  (1908)

Passa di pista in pista, di tenda in tenda: ascolta, osserva, trascrive. Dei Tuareg studia lingua e cultura, traduce poemi, canti e proverbi, redige un dizionario Tuareg-Francese.

Eremo Assekrem

Diventa la memoria di un popolo. Ha atteso invano fratelli e sorelle, o anche un solo prete.

Ora avverte l’esigenza di laici che vivano il Vangelo ed evangelizzino al modo di «Priscilla e Aquila»,  amici e collaboratori di Paolo, gratuitamente«dissodando il terreno», praticando «l’apostolato della bontà».

In famiglia con Ouxem

Per dare vita a questa «opera», tornatre volte in Francia (1909-19

11-1913).

Vi incontra parenti, amici, conoscenti, tra i quali Louis Massignon, studioso dell’Islam, che diventerà il discepolo più fedele.

Con loro intreccia una fitta corrispondenza e per loro compone il Direttorio”.

Scoppia la guerra nel 1914. Miseria e solitudine si fanno più acute anche nel Sahara. La carestia fa partire i nomadi per pascoli lontani.

Tomba di fratel Charles

A Tamanrasset rimangono i più poveri, piccoli coltivatori di terre assetate, che non possiedono neppure un cammello.

Per difenderli  da razzie e attacchi, fr. Charles costruisce un “fortino – magazzino” comunitario, come quelli visti in Marocco.

Vi si trasferisce per primo nell’estate 1916.

Aveva desiderato e pregato di «morire martire»,  di offrire con Gesù la vita per gli amici.

La sera del 1° dicembre 1916 viene sorpreso e ucciso da una banda di Tuareg ribelli alla porta del fortino.

Era il 1° venerdì del mese, giorno di preghiera anche per i musulmani.

In cammino con Fratel Charles