Cammino di povertà

    Piccole sorelle da “niente”

Cile- Marina alLavoro«La supplico, Santo Padre […], che ci lascino la gioia della fiducia e dell’abbandono, la gioia delle privazioni e della sofferenza. Che in mezzo agli operai e ai poveri che attualmente sono così infelici e angosciati davanti al futuro, noi viviamo le stesse insicurezze».

Piccola sorella Magdeleine, dalla seconda “Supplica sulla povertà” a Pio XII, 21 giugno 1947

P.s. Magdeleine, che si è presentata al Papa come “piccola sorella daGuadalupe- indios niente”, ha dovuto lottare perché le si concedesse quella povertà, come condizione sociale della Fraternità intera, non solo personale, che tanto desiderava vivere per seguire Gesù, il Figlio di Dio che per se stesso aveva scelto la condizione di  semplice lavoratore. Come Lui desideriamo condividere la vita, il lavoro e la condizione sociale di chi ancora oggi fa fatica a vivere.

Jarovnice- Slovacchia

Vogliamo essere con coloro che sulla propria pelle vivono situazioni di ingiustizia, sfruttamento o di oppressione, facendo nostro il loro grido che chiede un mondo più fraterno e, quindi, più giusto.

Vietnam- sorelle con amici

Con loro ci mettiamo in cammino, spinte dalla speranza che insieme è possibile costruire una società nella quale ogni persona possa essere rispettata nella sua dignità umana.

Ruanda- sorelleSe Gesù stesso ha vissuto tra i poveri, gli svantaggiati del Suo tempo, è perché Dio ama con amore di predilezione coloro che più ne hanno bisogno.Se Lui stesso ha vissuto da povero è perché invita anche noi a percorrere la sua strada. Scoprire che siamo povere ma molto amate da Dio è un’esperienza che libera.

Con un cuore povero

pastorello palestinese« Nella semplicità dello sguardo posto su Gesù e non nel ripiegamento dello sguardo su di se, le piccole sorelle non avranno paura di scoprirsi deboli ed impotenti. E come coloro che portano un tesoro in vasi d’argilla, riconosceranno che Dio è tanto più glorificato in quanto opera attraverso la debolezza».

Costituzioni

Africa del sud- gemelli«Attuate sempre più la vostra vocazione di “farsi uno di loro”. Che non siano parole. Questo richiede molto, lo sapete. “Farsi uno di loro” significa arricchirsi al loro contatto, spogliandosi dell’illusione di avere sempre da portare qualcosa».

       Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 1 settembre 1949

C’è una grande promessa per chi cammina con la leggerezza di unI ragazzi del sesto ponte- Laurentino cuore povero. L’hai mai sentita la gioia nascosta in quel segreto delle beatitudini? Sembra così misteriosa la felicità della quale Gesù parla: beati, felici i poveri! Eppure è possibile lasciarsi trasformare, giorno dopo giorno, per entrare nella felicità di Gesù e di tutti coloro che, come tesoro, non hanno altro che ciò che sono: la loro umanità. Coloro le cui uniche ricchezze sono i gesti gratuiti di amicizia, accoglienza e amore che vengono loro offerti.

 

Spesso sono i nostri viun sorriso dalleFilippinecini, i nostri amici, i nostri compagni di lavoro che, con la loro amicizia e generosità, insegnano a noi la bontà di un Dio che è Padre e Madre, invitandoci a riconoscere che la vita è un dono e … a noi non resta che aprire le mani e accoglierlo.

Non c’è più bisogno di nascondere quello che in noi è debole e impotente: possiamo semplicemente essere quello che siamo, nella consapevolezza che là dove noi siamo povere, è proprio là che Dio può fare grandi cose.