Unità nel rispetto delle differenze

cappella Assekrem«Vorrei che credeste che ci può essere vera amicizia,  affetto profondo fra persone che non appartengono né alla stessa religione, né alla stessa razza, né allo stesso ambiente […]  È necessario che il vostro amore cresca, si approfondisca e  diventi delicato. L’amore gensorelle con Padre Voillaumeeroso si trova più facilmente, ma l’amore delicato e rispettoso per ogni creatura è raro».

Piccola sorella Magdeleine,Lettera alle piccole sorelle, 12 dicembre 1951

 

 

«Vi ho ripetuto spessissimo che se mi dicessero di definire in una sola parola la missione della Fraternità non esiterei un minuto a gridare: Unità  perché, nell’unità,  può essere riassunto tutto».

Piccola sorella  Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle,  8 dicembre 1962

Nairobi«La carità fraterna ed universale, la cui sorgente è nell’Amore infinito di Dio, sarà sempre messa dalle piccole sorelle al di sopra di tutte le regole, poiché è il grande comandamento del Signore.
 Impegnandosi con quanti rifiutano le barriere fra persone e popoli, le piccole sorelle saranno fermento di unità; Gesù stesso manterrà loro il cuore aperto, in un desiderio di comprensione e di amicizia con tutti».

 Costituzioni

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Unità nella differenza.Unità frutto dell’amore.Unità e gioia perchè l’altro è..altro. Liturgia bizantina a GerusalemmeStare insieme, di Paesi, ambienti, mentalità diverse è una scuola di vita, un cammino di comprensione, di superamento di confini troppo stretti, è segno e testimonianza dell’amore di Dio per ogni persona.

 

Verso ilmuro occidentale- GerusalemmeFin dall’inizio della Fraternità l’incontro con i popoli dell’Islam, con le Chiese orientali, con le Chiese protestanti, ortodosse, con gli ebrei, con gli induisti, i buddisti, con uomini e donne di tante altre religioni, ci ha aperto il cuore ai valori di tanti popoli, all’ecumenismo e al dialogo, il dialogo della vita. 

«Io sono qui non per convertire i Tuareg, ma per cercare di con i Tuaregcapirli […] Lei è protestante, Teissère è un non credente, i Tuareg sono musulmani; io sono persuaso che Dio ci accoglierà tutti quanti, se lo meriteremo».   Fratel Carlo al dottor Dautheville, agosto 1908

«Ho obbedito al Signore volendo che la Fraternità fosse universale, ma è per l’Islam che ho dato la mia vita».Piccola sorella Magdeleine, Lettera alle piccole sorelle, 4 giugno 1947

Bogari

Per farsi prossima ai primi amici e vicini della fraternità, nel Sahara, tra i nomadi musulmani, piccola sorella Magdeleine cerca di assumere il loro modo di vita: il cibo, le loro povere case di terra, l’arredamento, i costumi. Cerca di assomigliare a loro, ma soprattutto li rispetta.
Senza escludere nessun altro popolo, questa amicizia privilegiata degli inizi resta per noi vera e fedele.

Siamo presenti ancora oggi, con circa un quarto delle nostre comunità, in mezzo ai musulmani (e ognuna di noi, durante la sua formazione iniziale, vive un tempo in una di queste fraternità).

Come fratel Charles ogni sorella cerca di inserirsi nel popolo a cui è inviata, ne impara la lingua, ne rispetta la mentalità, la storia, la tradizione, la cultura e la religione e cerca di scoprire in loro i semi della presenza di Dio.

E’ vivendo con musulmani, ebrei, buddisti, cristiani di diverse confessioni, che possiamo testimoniare la possibilità di vivere cAlba a Gerusalemmeome sorelle e fratelli, tessendo giorno dopo giorno con pazienza, rispetto, attenzione e dialogo, relazioni semplici e gratuite, in cammino, anche se su sentieri diversi, verso lo stesso Signore, Padre di tutti.