Nella Chiesa

                   

  LA CHIESA NEL CUORE

Con Giovanni Paolo

Quanto più si è uniti alla Chiesa, tanto più si è uniti allo Spirito Santo che la anima. Quanto più si ama la Chiesa, tanto più si ama Colui di cui essa è il Corpo, il nostro Signore Gesù.”  Fratel Carlo, Direttorio

Due sorelle a san Pietro

«In un’epoca di libertà d’opinione e di discussione che turbano le anime, dovrai, pur restando all’avanguardia, avere verso la Chiesa, una docilità di bambino».                                                 Piccola sorella Magdeleine, Bollettino verde

Sia dagli scritti sia dalla vita  di fratel Carlo e di piccola sorella Magdeleine, traspare il loro incrollabile amore per la Chiesa. È un amore che nasce dalla fede profonda che la Chiesa è misteriosamente il corpo di Cristo. Il far parte di un unico corpo ci lega gli uni agli altri e ci chiama a vivere in comunione, nell’ascolto, nel dialogo, in una ricerca sempre rinnovata di comprensione, di unità vissuta.

Giubileo dei migrantiFratel Carlo e piccola sorella Magdeleine hanno intuito che potevano veramente conoscere il desiderio di Dio sulla loro vita personale e sulla Fraternità, attraverso l’ascolto di chi, nella Chiesa, ha il compito di guidarla. La loro obbedienza filiale è un segreto d’amore.
Questo amore per la Chiesa, e per chi in essa esercita l’autorità,  non è sempre stato indolore per p.s. Magdeleine.

Dagli inizi della Fraternità ha trovato nella Chiesa persone che l’hanno sostenuta ed aiutata, convinte cheCol cardinal Hamao al Luneur questa nuova fondazione rispondesse al desiderio di Dio. D’altra parte ha anche incontrato persone che hanno fatto fatica a comprendere questa nuova visione di vita religiosa, di povertà, di vita contemplativa in mezzo al mondo.
Ma in ogni circostanza ha cercato il dialogo leale e fraterno, esponendo ogni sua intuizione allo sguardo e al giudizio dell’autorità della Chiesa, a volte anche chiedendo con forza l’approvazione di quanto sentiva che Dio le aveva affidato come missione.
 

              NEL CUORE DELLA CHIESA

Messa in un villaggio rom- Slovacchia«Il mio apostolato dev’essere l’apostolato della bontà. Vedendomi, si deve dire: “Poiché quest’uomo è così buono, la sua religione dev’essere buona”.  Se si chiede perché io sono dolce e buono, devo dire: “Perché sono il servo di uno assai più buono di me. Se sapeste come è buono il mio Padrone Gesù”. Vorrei essere abbastanza buono perché si dica: “Se tale è il servo, come è dunque il Padrone?”»

Fratel Carlo, Scritti spirituali

 
«Ciò che vedo o, meglio, ciò che desidero per la Chiesa? È soprattutto, ed è ilCampo profughi - Croazia

desiderio di tanti, che,rimanendo la Chiesa di tutti, sia sempre più la Chiesa dei poveri, di coloro che il Cristo ha amato con un amore di preferenza, che tutti i pastori della Chiesa prendano le parti di coloro che sono oppressi e disprezzati, senza paura di compromettersi.
[…] Che spalanchi le sue porte alle altre Chiese,e che sia sempre più misericordiosa verso tutti i peccatori, accogliente come il Cristo verso i non-credenti e i persecutori».

Piccola sorella Magdeleine da un’intervista per la rivista Città Nuova del 28 febbraio 1983

Incontro ecumenico

Siamo nel cuore della Chiesa e allo stesso tempo chiamate a incontrare di preferenza coloro che ne sono ai margini, che non credono o che appartengono ad altre Chiese e religioni.
Questo è un aspetto che caratterizza la nostra missione. Desideriamo incontrare questi fratelli facendoci piccole, accessibili, con una grande fiducia, riconoscendo anche in noi il bisogno di essere accolte.

Ufficio greco a Gerusalemme

Non abbiamo altro da offrire che la nostra amicizia, il nostro desiderio
di essere con loro perché possa essere svelato un piccolo segno della tenerezza di Dio. Nel lavoro, nella preghiera e in ogni piccolo gesto di amicizia vorremmo
“gridare il Vangelo non con le parole ma con la vita” . Nell’incontro rispettoso dell’altro riconosciamo che Dio ci precede sempre e che spesso sono i più piccoli che diventano per noi testimoni del Vangelo. In loro Gesù si rivela.