Lavori stagionali 2017

Lavori stagionali Ricc 2017

Carmela (prima da dx)

Sotto il sole, sotto il sole di Riccione, di Riccione”

Non potevamo che scegliere questo tormentone estivo per raccontarvi di noi! Quest’anno è stato proprio Riccione che ci ha viste impegnate nei lavori stagionali.

Abbiamo trovato lavoro grazie all’aiuto di p.s. Licia e di alcuni amici della Fraternità. La stagione è stata intensa: il bel tempo e il caldo hanno fatto sì che tanti turisti abbiano scelto la riviera romagnola come meta preferita delle loro vacanze. Abbiamo lavorato per quasi tre mesi senza mai fermarci! Non sono mancate fatica e stanchezza, eppure, condividere questa situazione con chi ha fatto turni sfiancanti di 10/12h, ci ha aiutato a portarne il peso.

Lara ha iniziato a lavorare a metà giugno come aiuto barista in un bar/ristorante sulla spiaggia; mentre Carmela ha lavorato in un albergo come cameriera ai piani e aiuto lavapiatti.

Lavori stagionali Ricc 2017

Lara (seconda da dx)

Di Lara: “I primi giorni mi sono sentita come una bambina piccola che scopre e impara un mondo nuovo. I miei colleghi mi hanno molto aiutata: hanno accolto la mia incapacità e mi hanno accompagnata nell’imparare. È la prima volta, da quando sono entrata in Fraternità, che vivo l’esperienza del lavoro con altri. Ho così avuto la possibilità di sperimentare e vivere una condivisione profonda della vita. Ricordo ancora il giorno in cui ho scelto di arrivare al bar prima dell’apertura per fare colazione con E. e come nello stesso giorno, oltre alla gioia e alla ricchezza di scambi e confidenze che un tempo gratuito mi ha donato, ho condiviso con lei la fatica e la stanchezza trasformatesi per entrambe in lacrime. È stato bello… Sento di essermi avvicinata e di aver gustato un po’ il mistero della vita nascosta di Nazaret: nel mio cuore ritorna come un’eco la Parola del vangelo di Luca: «Venne a Nazaret. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Luca 2,51-52)

 

Di Carmela: “Era la prima volta che facevo questo lavoro (che pazienza hanno avuto i miei colleghi!). L’albergo non era troppo grande, 42 camere in tutto, ma alcune camere avevano fino a sei o sette letti, che si riempivano di giovani alla ricerca del sole, del mare e della movida. Siamo stati quasi tutta l’estate al pieno, con più di cento clienti. Far capire ai miei colleghi il perché della mia presenza in mezzo a loro è stata una bella impresa… Tanti, quotidianamente, mi chiedevano di pregare per loro, per le loro famiglie… Mi sono sentita accolta e voluta bene e anche per me è stato un tempo di mettermi alla scuola, imparare, accettare di non saper fare le cose, scherzare quando la stanchezza si faceva troppa, ridere delle storie e aneddoti vissuti. Insieme a Lara e a Licia abbiamo vissuto in fraternità. Una vita comune fatta di piccoli momenti dopo il lavoro dell’una e l’altra, di preghiera semplice ed spesso stanca, di dialoghi (non ci conoscevamo tanto tra di noi).

Ho avuto la possibilità di capire meglio cosa significhi lasciare per qualche mese casa e figli e partire lontano per lavorare, o vivere l’emigrazione in questi posti dove il lavoro si trova soprattutto durante la stagione estiva e si fa fatica a vivere per il resto dell’anno, aspettando che arrivi il bel tempo, si aprano gli alberghi e si ricominci il lavoro. Sempre di più sento quanto lavorare insieme ai colleghi mi formi, dia un “colore” alla mia preghiera e riempia il mio cuore di volti.”

 

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