Napoli

Napoli c.tà

Questa foto è stata scattata alla Reggia di Caserta, ai bordi di una delle tante bellissime fontane, ma tranquilli, non viviamo lì abbiamo solo trascorso una giornata di relax per godere delle bellezze che la regione Campania offre.

In realtà viviamo al Lotto O (come la lettera dell’alfabeto) conosciuto meglio come lotto zero, anche se a noi non piace chiamarlo così. Negli anni la comunità parrocchiale e la fantasia di un parroco, hanno mutato il nome di lotto zero in lotto infinito quando si trattava definire come si sarebbe chiamato l’oratorio, così va meglio e ci piace di più.

Questo quartiere è situato alla periferia est della città, siamo vicinissime al Vesuvio che ci regala la sua imponenza e la sua bellezza e un poco di timore, non si sa mai che un giorno o l’altro si risvegli.

E’ un quartiere dove si incrociano, come in tutti i quartieri delle periferie, bellezze e difficoltà, dove la gente fatica a vivere, visto il problema grande della mancanza di lavoro. Anche per noi trovare un lavoro è molto difficile,  abbiamo sempre potuto lavorare in piccole fabbriche ma, in questo tempo abbiamo trovato solo del lavoro di pulizie nelle famiglie occupazione di tante nostre vicine. Essendo un quartiere costruito dopo il terremoto degli anni ’80 è abbastanza “giovane”, le strade e i cortili sono affollati da tanti bambini che vengono anche da noi per chiacchierare, giocare e fare un disegno e questo ci da gioia.

La relazione con la gente ci richiede tanto ascolto, quando usciamo di casa per andare da qualcuno, fatichiamo ad arrivarci perché siamo fermate lungo la strada, ci piace tanto questo luogo all’aperto dove si può chiacchierare, condividere gioie e preoccupazioni.

La Parola di Dio che ci è offerta ogni giorno ci aiuta a guardare questo nostro contesto e quello della nostra  città,con uno sguardo contemplativo che sa scorgere i semi del Regno già presenti in mezzo a noi e ci dona il discernimento davanti a tante situazioni non facili.

Come comunità desideriamo essere quel  piccolo seme e quel pezzetto di lievito che, nascosto nel terreno e in un poco di farina, possono  donare l’ombra di un albero e un pezzetto di pane ad ogni persona incontrata.

 

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